La guerra dei 140

Da qualche mese la NATO, che è l’alleanza militare strategica dei paesi occidentali, a cui aderiamo sin dall’immediato dopoguerra, ha deciso di inviare truppe di terra in Lettonia, in quanto le nazioni del fronte est, già appartenenti al Patto di Varsavia, sono preoccupate per l’atteggiamento aggressivo della Russia, che ha da poco annesso la Crimea e dimostra ogni giorno di più una certa nostalgia per i fasti imperiali dell’URSS. L’Italia è stata chiamata a partecipare alla missione con un piccolo contingente di 140 uomini, sul totale di 4000 che, nell’ aprile del 2017, si schiereranno sul campo, e si è adeguata alla  decisione collettiva, per il motivo elementare che le regole di un’alleanza vanno rispettate da tutti coloro che vi partecipano, ma ciò  non è bastato per mettere al riparo il governo da roventi polemiche.

Da sempre l’avversione ad “avventure militari” e l’antiamericanismo di maniera sono stati patrimonio dei pacifisti terzomondisti  e delle sinistre marxiste, ma oggi a gridare al lupo sono gli esponenti di FI, che hanno sempre rivendicato il loro atlantismo senza se e senza ma e votato il finanziamento delle missioni militari, anche quando al governo c’ era il centrosinistra. Il sentimento antioccidentale è quindi esondato dai bacini alluvionali che lo contenevano, per inondare le asciutte terre del centrodestra, per cui la maggioranza del Paese non sembra riconoscersi più nell’ Europa e nella NATO.

Viene  così descritta come un’azione di guerra la missione di 140 soldati italiani, anche se il governo assicura di voler mantenere e sviluppare buoni rapporti con Putin. Persino in politica internazionale assistiamo sbigottiti ad un’inedita intesa tra destra, sinistra e populisti, già uniti contro le riforme.
C’è da chiedersi quanto durerà questa farsa o se davvero Il popolo italiano ha perso il senso  dell’orientamento.

 

One Response to “La guerra dei 140”

  1. Michele Grillea scrive:

    Caro Enzo, intanto complimenti per il blog, così posso seguirti e commentarti.ho letto con attenzione l’articolo che sto commentando e avrei alcune precisazioni da fare:
    È vero il fatto che i 140 militari italiani inviati in Lettonia dal governo rispondono ad accordi internazionali, l’Italia aderisce alla NATO. Va però approfondito il motivo della decisione americana di installare dei missili in Romania. Putin in risposta li ha installati ai confini dell’est europa. Va da se che è in atto un clima di guerra. Ma, sintetizzo per ovvi motivi, non credi che alla base di tutto ci siano interessi americani? Penso, per esempio, alle elezioni di novembre, alla sfida tra repubblicani e democratici, tra la Clinton e Trumph. La situazione internazionale, e a cascata quella italiana è molto delicata. Un autunno infuocato. Potremmo assistere a qualche tragico attentato terroristico in favore di Trumph o il rischio di interventi militari seri contro la Russia a favore della Clinton. I 150 soldati inviati da Renzi sono solo un contorno, e i sostenitori del No lo utilizzano contro il governo.

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