Al capezzale del cdx

 

200446801-885c4329-6fc9-4bca-96c0-776f3e82dde1Leggo, con un lieve sorriso sulle labbra, il giovane Labate che, sul Corsera, evoca i venti di guerra che,
a causa delle nomine RAI, starebbero spingendo il cdx verso la rottura.
Meraviglia non poco lo stupore per il precipitare di eventi che vanno inevitabilmente ad incidere sul rapporto tra due forze politiche che, solo qualche mese fa, avevano riproposto agli elettori un’alleanza per andare insieme al governo, e si trovano adesso su sponde opposte.
Da quando l’epopea berlusconiana ha iniziato a subire la corrosione del tempo ed a mostrare le tante
cicatrici lasciate da insuccessi ed assalti della magistratura, il vecchio padrone e signore del cdx ha dovuto, suo malgrado, lasciare il campo ad un giovane arrembante e spregiudicato, cinico e sbrigativo quanto basta, capace di leggere le pagine di un confuso disagio sociale e di risvegliare pruriti nazionalistici che credevamo dismessi e fobie etniche germogliate sotto pelle e frutto del rifiuto di un’ipotesi di società multirazziale.
Il Berlusconi imprenditore, espressione di una piccola borghesia capace di realizzare in Italia il sogno americano, declamava, al suo esordio, la necessità di dar vita ad un partito liberale di massa, estraneo, peraltro, alle due tradizioni italiche, la cattolica conservatrice e la comunista rivoluzionaria, entrambe
marcate da un bigottismo di appartenenza, ed era stato capace di aggregare forze eterogeee attorno
ad un progetto di conquista del potere.
In realtà lo tsunami liberale non si è mai riversato sulle nostre coste e l’interruzione della crescita
economica, con tutti gli esiti drammatici che ha causato alla parte più debole della popolazione, ci ha consegnato uno scenario nel quale Salvini agita la spada di Brenno e fa prevalere il suo nazionalismo
rozzo, ma terribilmente efficace, relegando FI in un ruolo subalterno e forzatamente ancillare e sottoponendola a continui diktat.
Chi sgrana rosari al capezzale del morente cdx non può pretendere la nostra solidarietà, negata anche a
chi, con accanimento terapeutico, insiste per la sopravvivenza del PD. Questi soggetti politici anomali e raccogliticci non possono reggere all’assalto dei nuovi barbari e seguiranno il destino delle mura aureliane.
Il vero confronto, nei tempi orribili che viviamo, deve essere quello tra mediocri ed eccellenti, una prova molto dura, nel ricordo di quei 300 che, alle Termopili, tennero a lungo in scacco lo sterminato esercito persiano.

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