Un astio velenoso

 

matteo-renzi-archivio--4-5Ho appena finito di leggere sul Corsera “ L’eterno ritorno di Renzi senza autocritica”, a firma Pierluigi Battista e non riesco a farmene una ragione.
Può essere definito giornalismo un attacco personale d’inaudita violenza, che prescinde da qualsiasi analisi politica e denuda un’insofferenza di tipo somatico nei confronti di un soggetto di cui si pretende la sparizione?
Ma come ti permetti di dare ancora segni di vita, dopo che ti abbiamo fatto precipitare dal 40 al 18%?
Non capisci che non ti vogliamo tra le scatole e ci irrita moltissimo vederti immergere nei bagni di folla alle feste dell’Unità?
Sei cinico, bugiardo ed arrogante, manchi di spirito autocritico e distilli antipatia da ogni poro, pensi sempre che la colpa sia degli altri, ed in particolare del PD, che ha seminato ostacoli sulla strada che doveva portarti al trionfo.
Non volevi vincere, ma annientare gli avversari, storpi i nomi, non mantieni le promesse, ti illudi di risalire, ma non hai scampo…
Ho scelto a campione nel cesto delle contestazioni, una vera enciclopedia degli orrori, una summa ideologica di tutte le iniquità riferibili ad una persona, ma non ho trovato una parola di commento alla linea politica, allo sforzo riformista messo in campo dopo decenni di immobilismo, di bipolarismo farlocco e consociativo, di berlusconismo acritico contrapposto a sterminate e paralizzanti accozzaglie di centrosinistra.
Nulla sul primo vero attacco portato al postcomunismo ed a tutto l’armamentario ideologico della vecchia sinistra e sul tentativo di ridefinire il PD come soggetto liberal-democratico, progressista ed attento ai diritti civili.
Solo anatemi, delegittimazione, irrisione, petulante contestazione di infiniti addebiti!
Ed un astio velenoso, che tradisce la preoccupazione di un ritorno e tenta di esorcizzarla con un attacco che è squallido, a prescindere dalla persona verso la quale viene indirizzato.
Lo avrei commentato nello stesso modo, anche se oggetto della demonizzazione fossero stati Di Maio o Salvini, perché in politica ci si scontra sulle idee, i progetti, le visioni del mondo, ma un minimo di pietas nei confronti degli esseri umani non deve mai mancare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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